Il Prodotto – Creare un Negozio con Shopify – Il mio Primo Anno

Questo articolo è parte di una serie che ho scritto per raccontare di tutto quello che ho imparato nel mio primo anno da Shopify owner. Clicca qui per l’indice.


In questo primo articolo voglio parlare di tutto quello che ho imparato a proposito del prodotto da vendere su un negozio Shopify, della sua natura e di come i prodotti che scegliamo di vendere influiscono non solo sul risultato finale, ma anche e soprattutto sul come affrontiamo il lavoro giorno dopo giorno.

Dropshipping? No.

Probabilmente vado controcorrente ma mi dispiace: sono sempre stato abbastanza scettico nei riguardi del dropshipping e compagnia bella. In tempi non sospetti ci ho provato pure eh, ma niente. Più che altro perché, se si decide di fare SOLO quello, la concorrenza è spietata e le nicchie vengono riempite sempre più velocemente. Normalmente da competitor esteri, che possono lavorare a condizioni molto più agevoli delle nostre.

Può andare bene per un certo periodo, sicuramente, ma a lungo andare non riesce a darmi quella sicurezza che cerco. C’è a chi va benissimo, cambiando prodotti di periodo in periodo: semplicemente, per come piace lavorare a me, preferisco concentrarmi su dei prodotti originali, con una storia ed un valore ben preciso.

Nel mio/nostro caso, abbiamo iniziato con una serie di t-shirt e, successivamente, siamo passati ad altri prodotti sulla stessa linea. Nel momento in cui scrivo, nel nostro store è possibile trovare:

  • T-Shirt;
  • Felpe;
  • Tazze;
  • Adesivi;
  • Agende;

A proposito di prodotto…

Trova il prodotto che ti piace

Lo so, questo punto è apparentemente di una banalità disarmante. Me ne rendo conto. Tuttavia, in alcuni casi una banalità è anche una verità, e da questa verità non si può scappare.

Quando Anastasia, la mia socia, è venuta da me, sono stato contentissimo di accettare perché trovo genuinamente e sinceramente belle le cose che produce. Quando è venuta a parlarmi della sua necessità, io avevo già alcune sue magliette e le usavo nella vita di tutti i giorni. Ecco, penso che questo abbia fatto la differenza in quello che poi è stato lo sforzo che ci ho messo tutti i giorni nel costruire quello che abbiamo costruito.

Esempio. Quando mi ha mostrato la nostra “Sting Stang”, l’edizione limitata che abbiamo fatto uscire in occasione dello Star Wars Day, la prima cosa che ho pensato è stata: “la voglio e andrà a ruba, ne sono certo, non vedo l’ora di leggere le reazioni delle persone quando la scopriranno“.

Una cosa del genere non la provi con tutti i prodotti.

Anzi, probabilmente non succede quasi mai. Proprio per questo motivo tenere gli occhi aperti alla ricerca di queste “coincidenze” è un’ottima cosa da fare.

Le cose però non finiscono qui: una volta ceduti al fascino “istintivo” che si prova nell’avvicinarsi ad un prodotto, ho scoperto che c’è qualcosa di ancora più profondo da analizzare.

Trova un messaggio

Chi studia marketing conosce determinati principi molto meglio di me. In linea di massima, nel corso di questa mia breve esperienza, ho scoperto che le persone quando fanno un acquisto comprano, alla fine della fiera, una tra due cose:

  • Tempo: sto comprando qualcosa che mi faccia risparmiare del tempo che posso usare per altro. Può essere un elettrodomestico, può essere un servizio, può essere andare a comprare il cibo pronto alla gastronomia sotto casa. Se non ho del tempo a disposizione per fare qualcosa, devo inevitabilmente comprarlo;
  • Status: a volte, quando si può, le persone comprano uno status. Non si tratta di un bisogno primario, ovvio, ma l’impulso istintivo che conduce all’acquisto è altrettanto primordiale. Nel nostro caso specifico, abbiamo scoperto che chi compra un nostro prodotto compra uno status, un’appartenenza ad un clan. In questo caso, il “famigerato clan degli Abruzzesi in giro per il mondo” 🙂

Attenzione: ho scritto “trova un messaggio”. Ho usato espressamente “trova” e non “cerca” per un motivo ben preciso.

Quando le persone hanno iniziato ad apprezzare le nostre magliette ed i nostri prodotti, hanno iniziato a dare un significato specifico alla loro esperienza. Ognuno ha iniziato a vedere un significato per quello sfizio, quell’acquisto emozionale fatto di sfuggita o magari ponderato per un certo tempo (a volte ci sono arrivati ordini di gruppi di amici da 10 magliette alla volta).

Le persone hanno iniziato a scriverci, quasi sempre apprezzamenti.

Ad un certo punto, durante il periodo dello scorso natale, tutto si è fatto un po’ più chiaro. Le persone hanno iniziato a scriverci perché secondo loro siamo riusciti a mescolare, con le giuste proporzioni, qualcosa di nuovo, di fresco, tutto sommato attuale (come una parodia di un brand) con qualcosa di più tradizionale, di “antico”, se vogliamo (il dialetto).

Il messaggio: unire il vecchio e il nuovo, il giovane e l’anziano. Insieme non forzatamente, ma con piacere. Questa foto dovrebbe rendere bene l’idea:

Insomma: siamo riusciti ad “aggregare”, che poi si ricollega decisamente bene al concetto di status ed appartenenza di cui parlavo poco sopra… vero?

Per noi è stata una vittoria. Non tanto per l’acquisto ma perché quelle persone hanno dato un valore a quel prodotto. Un valore che va oltre quello che si può dare ad un semplice “oggetto” senz’anima.


A livello di prodotto, questo è quello che al momento mi viene in mente. Se dovesse tornarmi alla memoria qualche altra cosa degna di nota, aggiornerò questo articolo. Se avete domande, fatemele pure: commentate qui sotto e sarò felicissimo di rispondere, se possibile.

Questo articolo è parte di una serie che ho scritto per raccontare di tutto quello che ho imparato nel mio primo anno da Shopify owner. Clicca qui per l’indice.