Storia di un Side Project – 5 – Tempi, ritmi e stacchi

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In termini di gestione del tempo, purtroppo, non posso aiutarvi con dei numeri precisi: nonostante tutti i buoni propositi, infatti, non ho mai tracciato le ore impiegate a lavorare sul progetto.

Posso dire però con certezza che, nell’arco di quasi due anni di vita del progetto, non penso di averci speso, in totale, più di due mesi lavorativi (320 ore).

Ad ogni modo, posso “classificare” il tempo speso in due categorie ben distinte:

  • Ordinaria amministrazione: tutto ciò che richiede la mia attenzione nel giornaliero, qualche bugfix al volo e la lettura della posta. Qualche extra di tanto in tanto. In ogni caso, rientra tutto in circa 1/2 ore a settimana di media, non di più;
  • Spike: nella storia del progetto ne sono capitati circa 5/6, non di più. Si tratta di sessioni “prolungate” in cui mi dedico totalmente al progetto per necessità specifiche, come l’implementazione di un nuovo motore per il sistema di cambio prezzi o la creazione di un microservizio. In genere, ogni spike mi occupa circa 8/10 ore al giorno, durando in media 2/3 giorni;

Il Flow

Riconosco che in questa sezione potrei cadere nel banale ma non c’è altra maniera per dirlo: l’unico modo per affrontare le sessioni più lunghe è entrare più velocemente possibile nel cosiddetto “flow”. Si tratta di uno stato di concentrazione pressoché totale, in cui si è dedicati al 100% a quello che si sta facendo. Qui Wikipedia spiega meglio la faccenda.

Nel mio caso specifico, ho scoperto che gli ingredienti per un flow ottimale sono:

  • una stanza (o spazio) interamente dedicata al lavoro;
  • pochi o zero rumori, nessuna distrazione;
  • una postazione più comoda possibile, dalla sedia alla posizione degli schermi;
  • la musica giusta se lavorate con la musica (io vado molto di colonne sonore come questa o questa) (e sì, anche un buon sistema audio non è indispensabile ma aiuta);

Sia chiaro: questa lista è soggettiva. Nella mia esperienza da chiappe comode quale sono, ogni tipo di comfort possibile mi aiuta ad arrivare prima in una sorta di “stato di grazia”. Mi rendo conto però che ognuno potrebbe avere necessità diverse. Sperimentate!

Staccare!

Questo è un altro punto molto importante. Santoddio raga, smettiamo di fare i cazzo dei Tony Stark del quarticciolo. Smettiamo di stare lì davanti al computer finché le cose non funzionano, finiamo solo di peggiorare le cose.

Ve lo giuro: tutte le volte che mi sono incaponito dicendo “non mi alzo da qui finché non risolvo il bug“, la vita mi ha preso per il culo lasciandomi nel buio totale, costringendomi a dormire, per poi trovare la soluzione in dieci minuti la mattina dopo. Sempre.

  • Quando le cose iniziano ad andare bene, i clienti aumentano e così i soldi sul conto, è davvero facile sentirsi “stocazzo“. Cut that shit. Riposatevi, regolarmente e per tutto il tempo che serve. La nottata svegli a sperimentare, ogni tanto, ci sta ed è anche bella. Deve, però, essere l’eccezione alla regola;
  • Quando le cose non sono ancora come vorremmo, a maggior ragione è importante avere una certa regolarità! C’è già lo stress che non ci aiuta, non vogliamo mica metterci anche il sonno, no?

Per la cronaca, non penso di aver mai fatto una sola nottata dietro ad uno dei miei side project. Le nottate usiamole per altro!

Inoltre, un’altra cosa importante è lo staccare totalmente, ogni anno, almeno per qualche giorno. Può essere difficile ma è necessario. Per la mia attività me la sto gestendo in questo modo:

  • la maggior parte dell’anno è business as usual, le attività sono regolari;
  • per circa due mesi non faccio nulla lato business, puntando principalmente a ricerche, proof of concept, esperimenti ma anche e soprattutto refactoring e debito tecnico. Ad esempio, per quest’anno ho scelto luglio ed agosto;
  • in questi due mesi, scelgo una o due settimane di stacco totale in cui la mia massima preoccupazione deve essere quanto sole ho preso durante la giornata e dove andare a mangiare la sera;

Lesson(s) Learned:

  • Non è indispensabile tracciare ogni singolo minuto della vostra attività, ma tenete sempre presente che effort state mettendo nel progetto. Quanto vale il vostro tempo? Ne vale la pena? A volte può essere un segnale che indica la necessità di cambiare direzione;
  • Il flow è qualcosa di meraviglioso. Provate a raggiungerlo, anche puntando a crearvi un ambiente di lavoro il più possibile adatto alle vostre esigenze;
  • Non fate i supereroi. Staccate quando è necessario, fate in modo che il vostro corpo regga lo stress che vi attende! Inoltre, trovate del tempo per staccare del tutto. Le vostre idee ringrazieranno!

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